Puzzolente
voce dotta recuperata dal latino graveolens, composto di gravis, cioè ‘grave, pesante’, e olens, participio presente di olère, ‘odorare’.
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Puzzolente
voce dotta recuperata dal latino graveolens, composto di gravis, cioè ‘grave, pesante’, e olens, participio presente di olère, ‘odorare’.
Rifare in polpette un cibo già cotto o avanzato; rimaneggiare alla meglio qualcosa, specie uno scritto o un discorso, per farlo passare per nuovo
derivato di polpetta, che è diminutivo di polpa, dal latino pulpa ‘carne magra senza osso’, con prefissi re- intensivo e in- illativo.
Colpire con dardi, specie figurati
attraverso il francese dard, dalla voce francone ricostruita come daroð ‘giavellotto’.
Nell’antica Roma, deliberazione della plebe; in età moderna, consultazione diretta del popolo su questioni fondamentali riguardanti la forma dello Stato o la sovranità di un territorio; figuratamente, consenso quasi unanime
voce dotta recuperata dal latino plebiscitum, da plebis scitum ‘decreto della plebe’, formato dal genitivo di plebs plebis ‘plebe’ e da scitum ‘delibera’, sostantivato del participio passato di sciscĕre ‘decretare’, propriamente ‘cercar di sapere’, da scīre ‘sapere’.
Figura retorica che consiste nel sostituire un’espressione propria con una attenuata, per addolcirla o mascherarla; parola o locuzione che addolcisce un concetto brutto o sgradevole
voce dotta recuperata dal greco euphēmismós, da euphēmízesthai ‘usare parole buone, di buon auspicio’, derivato di phēmí ‘dire’ col prefisso eu- ‘bene’.
Molto profumato
voce dotta recuperata dal latino redolens, participio presente di redolere ‘odorare, profumare’, da olere ‘mandar odore’ col prefisso red-, variante di re-, e cambio di coniugazione.
Privo di ornamenti; sobrio, semplice; squallido, rozzo
formato dal prefisso negativo dis- e adorno, participio passato breve di adornare, dal latino adornare ‘decorare, abbellire’, da ornare ‘disporre, apparecchiare’, derivato di ordo ‘ordine’.
Di fiaba; incantevole, meraviglioso, irreale
da fiaba, dal latino fābula ‘storiella fantasiosa’, da fāri ‘parlare’.
In diritto romano, capacità di contrarre nozze legittime; matrimonio; accordo armonico; alleanza
voce dotta recuperata dal latino conūbiu(m), derivato di nūbere ‘sposarsi’, con prefisso con-.
Facoltà di parlare; parlata, modo di parlare
voce dotta recuperata dal latino loquela ‘favella, idioma’, derivato di loqui ‘parlare’.
Chi è alle prime armi in un’attività, il principiante non ancora esperto del mestiere che esercita; più genericamente, ragazzo inesperto. In origine, e ancora oggi per estensione ironica, giovincello pretenzioso e vanesio, ricercato nel vestire
derivato dell’antico pivo ‘ragazzo’, variante settentrionale con lenizione di pipo, denominazione infantile dell’organo genitale maschile.
Far uscire fuori; estrarre; ricavare, ottenere in risultato; sceverare, separare
voce dotta recuperata dal latino elicere ‘far uscire fuori’, derivato di lăcere ‘attirare’ con prefisso ex- ‘fuori’.
Dotato di articolazioni, snodato; composto di parti distinte e ben collegate fra loro
propriamente, participio passato di articolare, voce dotta recuperata dal latino articulāre, che viene da artĭculus, diminutivo di artus ‘articolazione’.
Varietà: calabrese cosentino — Come epiteto, pignolo incontentabile
composto dal latino bŭcca (letteralmente ‘guancia’, poi ‘bocca’) e dal germanico rihhi ‘potente, ricco’.
Stato di aggregazione della materia posto tra quello solido e gassoso, caratterizzato dal volume proprio e pressoché invariabile, incomprimibile, ma senza forma propria; fuso, sciolto; limpido, chiaro; denaro contante, subito disponibile; che è labile, non definito, non costante; di consonante, laterale o rotica
voce dotta recuperata dal latino liquidus cioè ‘liquido, fluido’ ma anche ‘chiaro, limpido, evidente, certo’. Probabilmente deriva da una radice protoitalica ricostruita come *(w)leikw, a sua volta da una radice indoeuropea ricostruita come *uleikw, dal significato di ‘rendere umido’.
Che sa, dotto, esperto, informato
voce dotta recuperata dal latino sciens, participio presente di scire ‘sapere’, che è dalla radice indoeuropea *sek- ‘tagliare’.
Linea che unisce i punti di maggior altezza di una catena montuosa e spesso fa da spartiacque
voce dotta recuperata dal latino crināle ‘fermaglio per capelli’, neutro sostantivato dell’aggettivo crinālis ‘dei capelli’, derivato di crinis ‘crine’.
Lasciarsi cadere, accasciarsi per stanchezza, per il caldo o per avvilimento; detto di piante e fiori, avvizzire, perdere turgore. In senso figurato, abbattersi, perdersi d’animo
derivato con il prefisso a- dall’aggettivo bioscio ‘moscio, floscio’ (sec. XV), prestito germanico dal longobardo *blauz ‘molle, nudo’, imparentato con il tedesco bloss ‘nudo’ e con il lombardo biót; secondo altri, dal sostantivo toscano bioscia ‘neve molle appena caduta’.