Contrario a principi morali, sgarbato, non idoneo, scadente, sfavorevole, nocivo, brutto, sgradevole
dal latino captìvus ‘prigioniero’, derivato di captus, participio passato di càpere ‘prendere’; in particolare, dal latino cristiano captìvus diàboli ‘prigioniero del diavolo’.
Spazio pubblico aperto, circondato da edifici, situato nel cuore di un insediamento urbano; massa, gente; all’estero indica per antonomasia il fulcro della vita sociale, dell’architettura e dello stile di vita italiano, evocando un’atmosfera di incontro, mercato e pedonalità
dal latino platea, a sua volta dal greco plateîa ‘(via) larga’.
Facoltà psichica dell’essere umano che comprende l’insieme delle funzioni intellettive, percettive, mnemoniche e volitive — pensiero, memoria, ragionamento, immaginazione, coscienza; per estensione, il modo di pensare e le disposizioni intellettuali e morali di una persona. In psicologia, l’insieme dei processi psichici consapevoli e inconsci
dal latino mĕnte(m); la radice è indoeuropea: *men-/*mon- ‘pensare’, che si ritrova nel sanscrito matis ‘pensiero’, nel lituano mintìs ‘pensiero, idea’, nell’antico slavo pa-mętĭ ‘ricordo’.
voce dotta recuperata dal latino perseveràntia, da perseverare ‘persistere, rimanere fermo’, derivato di severus ‘rigoroso’ col prefisso per- che qui rappresenta insistenza.
Tendenza, inclinazione della volontà a compiere una determinata azione o a raggiungere uno scopo. In filosofia aristotelica e scolastica, l’atto con cui il soggetto tende verso un oggetto, ovvero la rappresentazione dell’oggetto conosciuto nel soggetto conoscente. In senso antico e letterario, il senso o significato di una parola, di una frase, di un concetto
voce dotta recuperata dal latino intentio ‘il tendere verso; intenzione’, derivato di intendere ‘volgere, dirigere’, derivato di tèndere ‘tendere, distendere’, con prefisso in-.
Che rivela una grandezza fuori dal comune per qualità, splendore o generosità; titolo d’onore attribuito storicamente ad alte cariche o personalità d’eccellenza (come il Rettore universitario). All’estero, è l’epiteto che evoca immediatamente l’eleganza suprema e il potere illuminato del Rinascimento
voce dotta recuperata dal latino magnificus, composto di magnus ‘grande’ e -ficus ‘che fa’, passato attraverso l’italiano come termine di celebrazione estetica e politica.