L’improvvisare, realizzazione estemporanea di testi, versi, discorsi o musica; in musica, creare dal vivo una composizione, sia ex-novo che elaborandone una preesistente
da improvviso, voce dotta recuperata dal latino improvìsus ‘inaspettato, impreveduto’.
Raccolta sistematica di dossier con notizie riservate o compromettenti che riguardano persone o organizzazioni
da dossier, fascicolo che raccoglie documenti su uno specifico argomento, voce francese derivata da dos ‘dorso’, indicando l’intestazione sul dorso del fascicolo.
Che non si può percorrere in senso inverso, da cui non si torna indietro
voce dotta recuperata dal latino irremeabilis ‘da cui non si fa ritorno’, che con il prefisso in- nega remeabilis, derivato di remeare ‘ritornare’, a sua volta da meare ‘passare’, col prefisso re- che indica un ‘indietro’.
Nell’antichità non greco, non romano; che apparteneva alle popolazioni che invasero l’Impero Romano; straniero; rozzo, incolto, arretrato, primitivo, selvaggio; crudele, efferato
voce dotta recuperata dal latino barbarus, che è dal greco bárbaros ‘non greco, straniero, incivile’.
Dire ad alta voce ciò che si sa a memoria o si legge; interpretare in scena; come intransitivo, fare l’attore, sostenere una parte, ma anche fingere, simulare, atteggiarsi
voce dotta recuperata dal latino recitare ‘leggere ad alta voce’, derivato di citare ‘chiamare per nome’, con prefisso re- che indica ripetizione.
Canto per addormentare i bambini; musica, anche solo strumentale, ispirata al canto omonimo
voce infantile di origine onomatopeica, composta da ninna e nanna – successione di parole in cui muta una sola vocale, fenomeno ricorrente in voci espressive o proverbiali (come tic-tac, zig-zag, di riffa o di raffa).
Sterminio del popolo ebraico avvenuto in Europa durante la Seconda guerra mondiale
dall’ebraico shoah, parola presente diverse volte nella Bibbia ebraica e che significa ‘distruzione totale’, ‘devastazione completa’. Alcuni studiosi affermano che la radice trilittera sh–a–h in origine significava ‘fare un gran boato’, ‘crollare con un gran rumore’ per poi passare, col tempo, ad indicare il ‘crollare in rovina’.