Misterioso animale dal comportamento schivo, pigro, spesso dispettoso e imprevedibile
neologismo introdotto da Fosco Maraini nella poesia Il lonfo, inclusa nella Gnosi delle fànfole (1978).
Tutte le parole pubblicate sul sito, in ordine di data di pubblicazione dalla più recente.
Pagina 109 di 316
Misterioso animale dal comportamento schivo, pigro, spesso dispettoso e imprevedibile
neologismo introdotto da Fosco Maraini nella poesia Il lonfo, inclusa nella Gnosi delle fànfole (1978).
Classicamente, discesa negli Inferi; ritirata; discesa
voce dotta recuperata dal latino tardo catàbasis, prestito dal greco katábasis, composto di katá ‘giù’ e básis ‘cammino’.
Magistrato o funzionario anche militare dell’antica Roma; membro di particolari assemblee o magistrature in epoca posteriore; persona che fa politica con un’eloquenza trascinante, anche a fini demagogici
voce dotta recuperata dal latino tribunus, derivato di tribus ‘tribù’.
In linguistica, fusione di una vocale con la successiva; nella medicina ippocratica, mescolanza degli umori; contemperamento, fusione, composizione
voce dotta recuperata dal latino tardo crasis, prestito dal greco krâsis ‘mescolanza’, dal verbo keránnymi ‘io mescolo’.
Inezia, quisquilia
etimo incerto, forse derivato del napoletano pizzillo ‘pezzettino’.
Vero, privo di falsità, sincero; genuino, tipico
voce dotta recuperata dal latino verax, derivato di verum su modello di fallax e di mendax.
Percezione errata della realtà; proiezione fondata solo su desideri e aspirazioni, vana speranza
voce dotta recuperata dal latino illusio, derivato di illudere, a sua volta da ludere ‘giocare, scherzare’, col prefisso in-.
Dolce francese simile a un plum cake, dalla particolare forma a conchiglia, originario del comune di Commercy; per antonomasia, qualunque cosa capace di evocare un ricordo vivido e involontario
dal nome dell’inventrice di questi dolci, identificata dalla tradizione con Madeleine Paulmier, serva del duca di Lorena Stanislas Leszczyński e vissuta a metà del Settecento.
Suonare le note che formano un accordo in successione non simultanea. In veterinaria, disfunzione che causa la flessione brusca e involontaria di un arto quando si muove
sostantivo con terminazione a suffisso zero del verbo ‘arpeggiare’, derivato da ‘arpa’, dal latino tardo harpa, a sua volta prestito dall’alto germanico antico harpa, introdotto dai legionari originari di quei territori e formato su una radice germanica harp- ‘curvare, piegare’.
Riscattare, liberare da qualcosa che opprime, umilia, porta dolore
voce dotta recuperata dal latino redìmere ‘ricomprare’, derivato di èmere ‘comperare’ col prefisso red- ‘di nuovo’.
Proprio della Vergine Maria, associato alla Vergine Maria; che parteggia per Gaio Mario, o proprio di Gaio Mario, uomo politico dell’antica Roma al centro di una guerra civile contro Lucio Silla
nel primo significato attraverso il latino Maria e il greco Marìa, che è dall’ebraico Miryam, di etimologia discussa; nel secondo, dal nome di Gaius Marius, tribuno romano, e il nome latino Marius è probabilmente teoforico, collegato alla divinità maschile Marte.
Alimentazione con piante spontanee che solitamente non si mangiano
composto moderno dagli elementi greci álimos ‘che toglie la fame’ e -urgía, che deriva da érgon, ‘lavoro’.
Valoroso, coraggioso, tenace, infaticabile
voce dotta recuperata dal latino strenuus,’risoluto, coraggioso, intraprendente’, in origine ‘propizio’, derivato di strena ‘augurio, dono augurale’, forse di origine sabina.
Striato, che presenta venature
propriamente participio passato di marezzare, derivato di mare nel senso di ‘dipingere come onde del mare’, forse attraverso un significato specifico della variante mareggiare.
Rannicchiato in silenzio, o più specificatamente appiattito a terra, per non essere visto
dal latino coactus, participio passato di cògere nel significato di ‘restringere, comprimere, ridurre’.
Carezzare, sfiorare; lusingare, ammansire
voce dotta recuperata dal latino tardo blandire, blandiri nel latino classico, derivato di blandus ‘carezzevole’.
Luccicare, scintillare
composto parasintetico di lucciola.
Di fiera; selvaggio, crudele
voce dotta recuperata dal latino ferinus, da fera ‘fiera, bestia feroce’.