Di elemento o composto, che può assumere diverse forme cristalline; multiforme
voce dotta recuperata dal greco polýmorphos, composto dagli elementi poly-, da polýs ‘molto’, e -morphos, da morphé ‘forma’.
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Di elemento o composto, che può assumere diverse forme cristalline; multiforme
voce dotta recuperata dal greco polýmorphos, composto dagli elementi poly-, da polýs ‘molto’, e -morphos, da morphé ‘forma’.
Nome generico della famiglia dei formicidi, che comprende circa 15.000 specie e appartiene, insieme alle vespe, alla superfamiglia vespoidea. Da non confondere con le termiti, che sono invece apparentate alle blatte
dal latino formicam, di origine indoeuropea.
Rituale d’augurio con cui si alzano i bicchieri, facendoli eventualmente toccare; discorso pronunciato in accompagnamento del rito; per estensione musica, di carattere brillante e conviviale, eseguita in tali occasioni
dalla locuzione tedesca (ich) bringe dir’s, ‘lo porto a te’, sottinteso il bicchiere, ossia ‘lo bevo alla tua salute’.
Che ha due fronti; complesso, che presenta aspetti contrastanti; che muta i suoi atteggiamenti per opportunismo; palindromo
voce dotta recuperata dal latino bifrons, composto di bi- ‘due’ e frons ‘fronte, faccia’, epiteto di Giano.
Frustare, colpire con una sferza, picchiare con violenza
derivato dall’italiano antico ferza, con prefisso intensivo s-, dall’arabo firāṣa, cioè ‘pezzo di tessuto, drappo’.
Di Rio de Janeiro; per estensione, brasiliano; danza popolare sud-americana
voce portoghese, da Carioca, nome di un piccolo fiume presso Rio de Janeiro, di origine tupi, composto di cari ‘bianco’ e oca ‘casa’.
Di oggetti, atti, formule dalla carica magica capace di allontanare gli influssi malefici
dal greco apotrópaios ‘che allontana i mali’, da apotrépein ‘stornare’, derivato di trépein ‘allontanare’ col prefisso apó- ‘da’.
Stabilito, individuabile, posto, reale; affermativo, comprovante, favorevole; pragmatico, costruttivo
voce dotta recuperata dal latino positivus, derivato da pòsitum, participio passato di pònere ‘porre, mettere’.
Motivo architettonico a sviluppo verticale di forma lunga e stretta, generalmente sovrapposto come ornamento a campanili o simili strutture; formazione rocciosa sottile e appuntita, che si erge isolata
aferesi dell’antico italiano agùglia ‘ago, obelisco, piramide’, che probabilmente attraverso il provenzale agulha deriva dal latino acùcula, forma diminutiva di acus ‘ago, oggetto appuntito’.
In formule di cortesia, risponde a chi ringrazia o si scusa, o invita a entrare, accomodarsi, accettare, servirsi; con tono interrogativo, per invitare qualcuno a ripetere qualcosa che non si è capito; termine letterario per ‘preghiera’
da pregare, dal latino precari, da prex ‘supplica, preghiera’.
Enorme, di proporzioni gigantesche, abbondantissimo; insaziabile, smodato
dal nome di Gargantua, gigante delle opere di François Rabelais, che allude alla gola tramite la base fonosimbolica garg-, che nelle lingue neolatine si riferisce proprio a gola, gozzo e simili.
Ricostruzione di antichi edifici e monumenti con le parti originali cadute a terra, secondo la struttura originale
secondo alcune fonti, dal greco anastélosis, derivato di stelóo ‘innalzare come monumento’ col prefisso ana- nel senso di ‘indietro’; forse da stýlosis ‘colonnato’, col prefisso ana- nel senso di ‘sopra, su’.
Iniziare
voce dotta recuperata dal latino incohare ‘iniziare’.
Meravigliarsi molto, essere stupefatti
derivato di secolo ‘mondo’, col prefisso tra- ‘fuori, oltre’.
Imprimere un disegno permanente in rilievo su tessuti, carta, cuoio e altri materiali plastici e cedevoli
dal francese gaufrer ‘goffrare’, da gaufre, tipo di dolce cotto su una piastra a celle.
Anfibio dell’ordine degli anuri. Nel lessico scientifico il nome è riservato alla famiglia dei ranidi; nel lessico comune può applicarsi a varie specie di diverse famiglie, accomunate dall’habitat acquatico
dal latino ranam, di origine onomatopeica.
Poeta-musicista dell’antica Grecia che si accompagnava con la cetra
dal latino citharoedus, dal greco kitharoidós, composto di kithára ‘cetra’ e aoidós ‘cantore’.
Di Alessandria d’Egitto, e della cultura che vi fiorì; raffinato, prezioso fino all’eccesso; verso della poesia francese e italiana, doppio senario o settenario; della città piemontese di Alessandria
con riferimenti differenti, dal nome di Alessandro, Aléxandros in greco, letteralmente ‘protettore d’uomini’.