Che appartiene o che è proprio della corrente artistica dei preraffaelliti, artisti che andavano contro le nozioni accademiche nell’Inghilterra di metà Ottocento
dall’inglese preraphaelite, composto da prefisso pre- e da Raphael, Raffaello. A sua volta il nome Raffaello, variante di Raffaele, è un nome teoforico biblico, portato da uno degli arcangeli, dall’ebraico Rafa’el col significato di ‘Dio guarisce’.
Che tende solo al proprio utile; dottrina filosofica che riconosce nel perseguimento della massima felicità per il maggior numero di individui il fine dell’agire morale
da utilitario, modellato secondo il francese utilitaire a partire da utile, voce dotta recuperata dal latino ùtilis ‘che si può usare, che serve’, derivato di uti ‘usare’.
Nome comune di una trentina di specie della famiglia dei leporidi, di cui la più nota è il coniglio europeo. In genere sono detti “conigli” i membri di tutti i generi compresi in questa famiglia, tranne il genere lepus (le lepri)
dal latino cuniculum, ‘coniglio’ o ‘galleria sotterranea’, da cui anche cunicolo.
Condimento dalla cremosità variabile, utilizzato solitamente nella preparazione di piatti salati; in Italia, specialmente al Sud, è chiamato così il sugo cotto di pomodoro. Con la locuzione ‘in tutte le salse’ s’intende, invece, proporre reiteratamente una determinata cosa, ogni volta in modo diverso. In musica: genere di danza sviluppatosi nella città di New York e in Portorico, incrociando stili di origine cubana e portoricana con elementi di derivazione africana e iberica, contaminati dal jazz e dal rock.
nel primo significato, dal latino volgare salsa, dal latino salsus ‘salato, piccante’. Nella seconda accezione, prestito dallo spagnolo d’America salsa, indicante l’omonimo genere di musica e di danza latino-americana; il termine ‘salsa’ è qui mutuato dal linguaggio gastronomico e potrebbe significare proprio la mescolanza di stili e di tradizioni musicali diverse.
Pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Pedaliaceae i cui semi sono commestibili
attraverso il latino sesamum, il greco sésamon e l’arabo simsim, da una radice semitica (forse accadica, forse babilonese o forse fenicia) che veicola il significato di grasso, oleoso.
Raffigurazione di aspetti della realtà o di concetti; riproduzione, messinscena; processo conoscitivo con cui dei contenuti si presentano alla coscienza
da rappresentato, modellato sul latino representatio, da repraesentare ‘mettere davanti agli occhi, rievocare, riprodurre’, derivato di praesens ‘presente’, con sostituzione del prefisso intensivo re- con ra(d)-.