Credenza nell’approssimarsi dell’apocalisse (in particolare dell’instaurazione del regno millenario di Cristo), propria di diversi movimenti religiosi di diverse epoche; propensione psicologica a credere in rivoluzioni e in rivolgimenti prossimi, distruttivi e rinnovatori
da millenario ‘di mille anni’, in riferimento a un periodo di mille anni citato nell’Apocalisse di Giovanni.
In senso stretto, maschio castrato della specie [bos taurus], della famiglia dei bovini; designa anche, più impropriamente, la specie nel suo complesso
dal latino bos, di origine indoeuropea, che in origine indicava sia il maschio castrato sia la femmina.
In alcune religioni, luogo di gioia, beatitudine e letizia in cui le anime giuste andranno a godere dell’amore di Dio dopo la morte. Giardino primordiale in cui l’uomo e la donna sono stati creati e hanno vissuto in armonia con il creato prima di commettere il peccato originale. Luogo meraviglioso in cui trovare riposo, calma e pace
voce dotta, attraverso il latino tardo paradisus, a sua volta dal greco biblico paràdeisos, dalla voce iranica pairidaeza, di origine indoeuropea.
voce dotta recuperata dal latino medievale diaphanus, prestito dal greco diaphanés, da diapháinein ‘mostrare attraverso’, derivato di pháinein ‘mostrare’, col prefisso dia- attraverso.
Nessuna volta, in nessun tempo, in nessun caso. In frasi interrogative può valere come ‘qualche volta’, ‘una volta’, mentre in quelle ipotetiche può esprimere incredulità o proporre una rara e poco probabile eventualità (“se mai vi andasse…”)
Strumento sonoro idiofono, solitamente di bronzo. Parte finale di alcuni strumenti a fiato, dalla caratteristica apertura svasata. Al plurale, strumento musicale utilizzato nell’orchestra (campane tubolari). Oggetto, con destinazioni differenti, la cui forma riproduce, in tutto o in parte, la sagoma ‘a campana’. Varietà di pera
termine che Isidoro di Siviglia indicò come derivato dal toponimo Campania, dall’espressione tardo-latina (vasa) Campāna, ossia (vasi) della Campania, dall’aggettivo neutro plurale campāna, ‘stadera’ e ‘campana’. La Campania era infatti conosciuta anche come luogo dove si praticava un’ottima fusione dei metalli, grazie alla quale si realizzavano pesi per la stadera, bilancia a bracci diseguali.
Diminuzione della quantità di prodotto contenuto in una confezione, conservata in vendita allo stesso prezzo precedente; diminuzione del peso di un imballaggio
da grammatura, derivato di grammo, con prefisso privativo s-.
Sgrammaticatura, improprietà, strafalcione, uso errato di forme linguistiche
voce dotta recuperata da soloecismus, prestito dal greco soloikismós ‘strafalcione’, da soloikízo ‘parlo in modo scorretto’, dal nome della città di Soli, Sóloi in greco.
Colare, filtrare attraverso; eseguire (transitivo) o subire (intransitivo) una percolazione, cioè il passaggio di un fluido attraverso una massa solida filtrante
voce dotta recuperata dal latino percolatio ‘filtrazione’, da percolatus, participio passato di percolare ‘filtrare, far passare attraverso’, derivato di colare ‘filtrare’, col prefisso per- ‘attraverso’.
Non generoso, caratterizzato da mancanza di generosità; sminuente, poco indulgente, irriconoscente
da generoso, voce dotta recuperata dal latino generosus (letteralmente ‘nobile per nascita’, da genus ‘stirpe’), con aggiunta del prefisso negativo in-.