Staccarsi dal suolo con slancio, rimanendo per qualche istante sospesi in aria con entrambi i piedi (o tutte le zampe) sollevati; spostarsi con balzo in avanti o in altre direzioni; oltrepassare qualcosa per mezzo di un salto; improvviso staccarsi di qualcosa; in senso figurato, omettere, tralasciare
dal verbo latino saltare ‘danzare’, formatosi come continuativo di salire ‘saltare, balzare’.
In musica, intervallo (distanza tra due suoni) di quarta aumentata, formato dalla somma di tre toni interi
composto in cui la prima parte è formata da tri-, conio moderno greco-latino che significa ‘tre, triplice’ dal latino trī-, antica variante del neutro tria ‘tre’, e dal greco tri- ‘tre’. La seconda parte, -tono, è un prestito del latino tonus ‘tensione di una corda; accento; intervallo fra due note; chiaroscuro’, dal greco tónos ‘tensione’.
Reato del pubblico ufficiale o dell’incaricato di un pubblico servizio che si appropria di denaro o cosa mobile altrui di cui ha il possesso o la disponibilità in ragione del suo ufficio o servizio
voce dotta recuperata dal latino peculatus, da peculari ‘appropriarsi di denaro pubblico’, da peculium ‘peculio’, da pecus ‘armento, bestiame’.
Che è relativo alle lingue del gruppo semitico, che è relativo ai popoli semitici del Vicino Oriente e dell’Africa settentrionale
dall’aggettivo semita, coniato in ambito linguistico alla fine del XVIII secolo, derivato dal personaggio biblico Sem, figlio di Noè, che secondo il primo testamento sarebbe il progenitore dei popoli semitici.
Personificazione della giustizia divina; evento che punisce un crimine o che ribalta una fortuna; arcinemico
voce dotta, recuperata dal latino Nemesis, che è dal greco Némesis, nome della dea greca che punisce e distribuisce la giustizia, dal verbo némein ‘distribuire’.
Nell’antica Roma, sistema di teli usato per ombreggiare anfiteatri e simili luoghi aperti; sipario, tenda, velo, sistema di veli, anche in senso figurato
voce dotta recuperata dal latino velarium, derivato di velum ‘vela, tessuto’.
Grande veliero da guerra, erede del galeone, protagonista della storia delle guerre marinare fino all’avvento delle imbarcazioni in metallo e della propulsione a vapore
dal latino tardo vascellum, diminutivo di vasculum, a sua volta diminutivo di vas, cioè ‘vaso’.
Indirizzo filosofico che considera l’esperienza come unica fonte di conoscenza e criterio di verità; metodo basato sulla pratica e non su criteri scientifici
attraverso il francese empirisme, derivato da empirique ‘empirico’, dal latino empiricus, prestito dal greco empeirikós, da empeiría ‘esperienza’.
Persona sfaccendata, oziosa, che passa le giornate bighellonando, senza concludere niente; in ornitologia, denominazione popolare di alcuni uccelli palustri appartenenti alla famiglia degli Ardeidi
parola composta dal tema verbale di perdere e dal sostantivo giorno.
Utensile di cancelleria impiegato per imprimere segni, marchi, date, parole, usualmente di materiale gommoso o di metallo; il segno stesso prodotto dal timbro. In acustica e in musica: uno degli elementi caratteristici e distintivi del suono. Figuratamente, ciò che imprime un particolare carattere a un quadro, a un colore, a uno scritto o ad altro
dal francese timbre, dal greco bizantino týmpanon ‘tamburo’ derivato dalla radice di týpto ‘battere, colpire’.
Che è relativo alla cultura mozarabica, dei mozarabi, cristiani di Spagna che durante la dominazione islamica assimilarono elementi arabi nella lingua, nell’arte e nella liturgia
attraverso lo spagnolo mozarabe, dall’arabo mustaʿrib, participio attivo di decima forma verbale che significa ‘arabizzato’.