Ciascuno dei segni che costituivano l’antico alfabeto germanico, diffuso fra il II e il XII secolo
dal latino tardo runa o dal tedesco Rune, a partire da una voce proto-germanica ricostruita come runa, col significato di ‘segreto’.
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Ciascuno dei segni che costituivano l’antico alfabeto germanico, diffuso fra il II e il XII secolo
dal latino tardo runa o dal tedesco Rune, a partire da una voce proto-germanica ricostruita come runa, col significato di ‘segreto’.
Spuntare, ribattere una punta; soffocare, reprimere; respingere, ribattere
attraverso la voce del latino volgare ricostruita come tuditiare, da tuditare ‘colpire ripetutamente’, frequentativo di tùndere ‘colpire’ — col prefisso rin- che indica un’opposizione.
Illeso, indenne, intatto
voce dotta recuperata dal latino incòlumis, probabilmente derivato dalla radice di calàmitas ‘sventura’.
Relativo agli ominidi della specie Homo neanderthalensis
dal toponimo tedesco Neandertal, la valle di Neander. Joachim Neander fu un compositore seicentesco di inni sacri a cui questa valle del Düssel fu dedicata nell’Ottocento. Aveva cambiato il suo cognome da ‘Neumann’ (letteralmente ‘uomo nuovo’), traducendolo in greco.
Ballo figurato danzato da più coppie, in auge nella prima metà dell’Ottocento
da quadrille (francese) e cuadrilla (spagnolo), da cuadro ‘quadrato’ o cuadra con suffisso diminutivo –illa.
Liquido circolante nei vasi delle piante; liquido circolante nei vasi linfatici degli animali; figuratamente, ciò che alimenta e sostiene; acqua limpida
voce dotta recuperata dal latino lympha ‘acqua’, dal greco nýmphe ‘fanciulla, sposa, ninfa’.
Togliere la pelle ad animali uccisi; abradere, lacerare leggermente la pelle; far pagare a caro prezzo; esaminare con estrema severità
dal latino tardo excorticàre ‘scortecciare’, derivato di còrtex, ‘corteccia’ , con prefisso ex-.
Comandare con un precetto; richiamare in servizio
voce dotta recuperata dal latino praeceptàre, intensivo di praecìpere, ‘prescrivere, insegnare’, letteralmente ‘prendere prima’, derivato di càpere ‘prendere’, con prefisso prae-.
Puro, inalterato; che si esprime con verità; che non simula
dal latino sincerus ‘schietto, puro’, compsoto di sim- ‘uno, unico’ e dalla radice del verbo crescere.
Mucchio di oggetti messi gli uni sugli altri alla rinfusa; mucchio ordinato di legna; misura di legna da ardere; rogo
dal latino catasta ‘palco, graticola’, dal greco katástasis ‘collocazione, stabilità’, derivato dalla radice di kathístemi ‘collocare’.
Inseguire la selvaggina; inseguire qualcuno senza tregua
da bracco, dal’ipotetica voce germanica brakkon ‘cane da caccia, da fiuto’.
Che ha aspetto di opale, che brilla come un opale, che ha riflessi lattiginosi e iridescenti al tempo stesso
da opale, attraverso il latino opalus, dal greco opallios, prestito di origine orientale, forse con un’origine nel sanscrito upalas, cioè ‘pietra’.
Penna a sfera
dal nome del suo inventore, László József Bíró.
Esperto in studio e tecnica della produzione, della conservazione e della maturazione dei vini
attraverso il frecese oenologie, composto dagli elementi greci derivati da ôinos ‘vino’ e lógos ‘discorso’.
Scucito, strappato, logoro
etimo discusso; forse in ultima analisi dal latino trusàre ‘sfregare’, o da resùere ‘scucire’.
Caso favorevole, momento adatto; circostanza, situazione
voce dotta recuperata dal latino occasio, da occasum, supino di occìdere ‘cadere’, derivato di càdere ‘cadere’, con prefisso ob- ‘davanti’.
Rattrappirsi, specie per lo spavento
da griccio ‘arricciato, increspato’, derivato di riccio con sovrapposizione forse di grinza.
Processo che porta alla formazione dei ghiacciai; ogni fase della storia della Terra caratterizzata da condizioni climatiche molto fredde
derivato del latino glaciare, ‘ghiacciare’, da glàcies ‘ghiaccio’.