Rapace, che preda
derivato di preda, su modello di rapace.
Tutte le parole pubblicate sul sito, in ordine di data di pubblicazione dalla più recente.
Pagina 186 di 316
Rapace, che preda
derivato di preda, su modello di rapace.
Malessere, senso di ripugnanza che si sente fra la bocca dello stomaco e la gola; fastidio, disgusto, avversione
voce dotta, recuperata dal latino nausea, che è dal greco nausìa ‘mal di mare’, derivato di nàus ‘nave’.
Figura retorica che consiste nell’equivalenza, in ampiezza e struttura sintattica, di periodi, frasi e loro membri
dal greco parìsosis ‘uniformità’, a sua volta da pàrisos ‘quasi uguale’ (sottinteso skhèma ‘forma’).
Di rupe, relativo alle rupi, costituito da rupi; praticato su o in una parete rocciosa
dal latino rupes, derivato di rumpere ‘rompere, spaccare’.
Siglare, sottoscrivere
dal francese parapher , derivato di paraphe ‘paraffo’, a sua volta dal latino medievale paraffus, che è una riduzione del latino tardo paràgraphus. Questo viene dal greco paràgraphos, derivato del verbo paragràphein, composto di parà ‘presso’ e graphein ‘scrivere’.
Entrare in un vicolo per sfuggire a qualcuno; eludere, evitare un problema
composto parasintetico di vicolo, col prefisso derivativo s-.
Bonaccia, assenza di vento, stato di quiete del mare; serenità, tranquillità
dal latino tardo cauma, che è dal greco kauma ‘vampa, calore ardente’.
Senza più forza, esausto; affievolito
composto parasintetico di possa ‘potere, vigore’, col prefisso privativo s-.
Oggetto, manufatto o naturale, di solito di piccole dimensioni e recante segni o simboli, che avrebbe il magico potere di allontanare il male, di proteggere; qualità di eccezionale pregio o potere
dal persiano tilisman, plurale di tilism, che è dal greco tèlesma ‘rito religioso’.
Forma di protesta verso opere pubbliche che producono effetti negativi sull’area abitativa di coloro che vi si oppongono; per estensione, chi vi partecipa
sigla della locuzione inglese Not In My BackYard ‘non nel mio cortile’.
Diecimila unità; numero grandissimo
voce dotta, dal greco myrìas, derivato di mýrioi ‘diecimila’.
Macina da mulino; grande vasca usata per la pigiatura dell’uva e la fermentazione del mosto
etimo incerto; forse dal latino pavimentum ‘pavimento, selciato’.
Cerimonia religiosa di consacrazione di un luogo o di un oggetto di culto; fiera patronale; festa popolare in cui si celebra il raccolto o un particolare prodotto alimentare
femminile sostantivato di sagro, antica variante di sacro.
Fiocco di lana o di cotone non filato; batuffolo, ciuffo
probabilmente derivato del latino tardo buccula col significato di ‘ricciolo’, incrociato con fiocco.
Imposto con la forza, obbligato; pensiero o impulso percepito come estraneo ma ineludibile; come sostantivo, soggetto a domicilio coatto, delinquente, ma anche individuo rozzo
dal latino coactus, participio passato di cògere ‘costringere’.
Inveire, lanciare maledizioni, insulti; augurare il male a qualcuno
voce dotta, recuperata dal latino imprecari nel senso di ‘pregare contro’, derivato di precari ’ pregare’, col prefisso in-.
Figura retorica che si ha quando due parole hanno terminazione uguale o simile
dal greco homoiotèleutos ‘con terminazione simile’, a sua volta da hòmoios ‘simile’ e teleutè ‘terminazione.
Luogo di grande confusione, mucchio confuso
dal nome della città di Cafarnao, in Galilea, dove predicò Cristo.