Suffragare
suf-fra-gà-re (io suf-frà-go)
Significato Rafforzare, avvalorare; raccomandare a Dio le anime dei morti con opere o preghiere
Etimologia voce dotta recuperata dal latino tardo suffragare, variante del classico suffragari ‘favorire, sostenere’, propriamente ‘sostenere col voto’, di etimo ulteriore incerto.
- «Il tuo racconto suffraga l'idea che me ne ero fatto.»
Parola pubblicata il 28 Marzo 2026 • di Giorgio Moretti
Se parliamo di 'suffragio' ci vengono in mente un paio di casi che quasi ne esauriscono l’impiego: il voto per elezione e l'opera di carità in favore dei morti — suffragio universale e messe in suffragio. Curiosamente il suffragare, da cui il suffragio deriva, si muove su altri lidi, preferendo le battute spiagge dell'argomentazione. E però, tralignando.
Il latino suffragari significa 'sostenere col voto'. Chiaro e tondo. Se ti stai domandando da dove diavolo salta fuori, questo verbo, sei in ottima e bellicosa compagnia. Il prefisso sub- non è il punto dolente; lo è la radice. Siamo davanti alla stessa radice di fràngere, cioè 'rompere'? Molte fonti lo dicono senza dubbio. La votazione poteva essere attribuita (figuratamente, da sotto in su) con cocci rotti; oppure, se era di genere più ristretto, poteva prevedere il contrassegno di una tessera da spezzare a metà — mezza attribuisce il voto, e l'altra mezza, univocamente, è talloncino che la testimonia. Ma c'è chi preferisce collegarla a quella di fragor (che peraltro pare parente): non è solo un bianco confuso fragore, ma può essere il grido di approvazione. Resteremo col dubbio.
Ad ogni modo, oggi il suffragare si è sfilato dalle elezioni. È un rafforzare, un avvalorare qualcosa tramite qualche genere di sostegno, evoluto in metafora dal sostegno elettorale. Le mie osservazioni suffragano la tua tesi, gli inquirenti suffragano una ricostruzione con nuove prove, e puoi suffragare il tuo giudizio con una gran dovizia di esempi. Lo anticipavo: il taglio è schiettamente argomentativo. Certo, può ancora essere un raccomandare a Dio l'anima di una persona trapassata, ma l'uso è più circoscritto.
Ha il pregio non indifferente di non essere troppo didascalica: non squaderna in maniera spicciola ciò di cui parla. L'avvalorare, ad esempio, è un bellissimo sinonimo, ma nel suo discorso sul valore è molto scoperto, e questo mostra tutta la sua premura, tutto il suo interessamento — mentre il suffragare, pur serio e quadrato com'è, pare godere di una maggiore sprezzatura, di una maggiore disinvoltura. E figuriamoci l'analoga osservazione che si può fare in confronto con l'aiutare o con l'appoggiare: il suffragare è distaccato.
D'altro canto non è in alcun modo determinante: il voto in più può servire a poco. Cosa che ad esempio lo distingue dall'avallare, che invece pare finale e decisivo — un permettere e un confermare, prima che un sostenere o un appoggiare generico.
Così da un votare traiamo un rafforzare slanciato nella statica e nella dinamica delle argomentazioni e dei dibattiti: resta un bel verbo di partecipazione, che tira in ballo ragionamenti e dimostrazioni.