Stilettata
sti-let-tà-ta
Significato Colpo di stiletto; dolore acuto e intenso; atto dannoso e proditorio
Etimologia da stiletto, tipo di pugnale, propriamente diminutivo di stilo, che è dal latino stilus ‘bacchetta, cannuccia’.
- «Non mi aspettavo questa stilettata da parte sua.»
Parola pubblicata il 22 Aprile 2026 • di Giorgio Moretti
È molto interessante come tutto un arsenale di gesti di offesa all'arma bianca ci sia rimasto in bocca — anche se la totalità delle lame che li portavano (eccezion fatta per il coltello) è stata consegnata alla storia, e non da poco tempo.
Certo, stiamo parlando invariabilmente di gesti violenti, che feriscono e tentano di uccidere, e però proprio la lontananza con il referente originario finisce per stilizzarli. Gli antichi gesti di offesa si fanno simbolici. L'offesa resta, ma astratta nell'intenzione e nel portamento di quel gesto.
Lo stiletto è un genere di pugnale sottile e affilato, adatto ad essere nascosto nelle falde delle vesti, nelle maniche, e usato con letale rapidità; fu in voga fra Cinque e Seicento, e spesso fu messo al bando proprio per la sua speciale inclinazione all'insidia.
Ora, il nome è evidentemente un diminutivo di stile nel senso di 'bastoncino', e in effetti, prima d'essere arma rinascimentale, nel medioevo gli stiletti erano chiodi e perni. Ed erano anche quelli che forse ancora chiamiamo stili, cioè bacchette con cui scrivere incidendo. Naturalmente sono accezioni che non reggono il cupo magnetismo dello stiletto quale arma.
La stilettata segue l'atteggiamento dell'arma. È il colpo di stiletto, e quindi qualcosa di acuto e malevolo che balena, e anche un dolore intenso, improvviso, quale è quello che lo stiletto squarcia. Il tutto, con una chiara sfumatura d'atto proditorio: lo stiletto colpisce senza essere annunciato, anzi senza essere immaginato.
Posso parlare della stilettata di un collega che fa una pubblica insinuazione per metterci in cattiva luce, della stilettata di un ricordo su cui non tornavamo da tanto tempo e che ci sorprende, della stilettata di uno sguardo d'invidia in un momento di gioia.
Sono immagini davvero forti. E sentiamo quanto sia debole e febbrile il colpo della stilettata, ad esempio rispetto alla pugnalata — che può essere proditoria, ma ha una sua forza — e alla coltellata, che barbaglia d'ira. Per non parlare di generi d'arma diversi che nei loro colpi presentano tratti essenziali differenti — dall'elegante ed energica precisione della stoccata al mulinare polemico della sciabolata.
È una risorsa sofisticata. Prende un gesto impressionante di diversi secoli fa e lo impiega per spiegare i caratteri precisi di un'offesa: come sappiamo, saper distinguere in maniera raffinata le sfumature dei pericoli è una delle urgenze primarie della lingua.