Sfacelo

sfa-cè-lo

Significato Dissoluzione necrotica di un organo; rovina, disfacimento

Etimologia voce dotta recuperata dal greco sphákelos ‘cancrena’.

  • «Questa partita ci ha dimostrato lo sfacelo della squadra.»

Facile credere che essere a conoscenza dell'origine di una parola e tener presente questa origine nel nostro uso corrente sia una cosa importante — importante per il destino di questa parola. Una certa correttezza filologica, una certa correttezza di trasmissione è una correttezza linguistica o no? Conoscendo e rispettando un significato, non ne tradiamo lo spirito, e questo è buona lingua. In parte, senz'altro, ma anche una misura di dimenticanza, di ignoranza, di scarto può essere d'aiuto nell'innovazione di una parola: talvolta perdere l'immagine originaria può aprire delle possibilità interessanti.

Che lo sfacelo sia in origine un termine medico, e indichi un disfacimento cancrenoso dei tessuti, probabilmente non lo abbiamo presente quando parliamo dello sfacelo del giardino abbandonato, dello sfacelo di un partito di antica gloria, dello sfacelo dei trasporti in periferia, del romanzo su una famiglia allo sfacelo. Anzi: se quel significato fosse ben presente nella nostra mente, ci penseremmo bene a estendere tanto questa parola. Quando usiamo in senso figurato il riferimento alla cancrena, il discorso ha una gravità e un'asprezza che non sempre sono opportune.

E figuriamoci, per quanto l'etimologia non abbia incertezze nel riportarci che il greco sphákelos significa ‘cancrena’, anche in ambito medico lo sfacelo può finire per indicare altre distruzioni — più in sintonia col nostro modo comune di usarlo.

Conserva bene il suo senso di decadimento e disfacimento. Ma proprio il modo in cui i suoi documenti d'identità sono coperti lo rende utile — al massimo, usandolo, ci può suonare all'orecchio un'associazione paraetimologica ma sensata con lo sfare.
Le alternative, anche se lo sfacelo non pare molto più leggero, sono molto esplicite. Il collasso ci fa venire in mente un crollo madornale; il crollo stesso è scossa e caduta rovinosa e definitiva; la decadenza ha un respiro più ampio, considera fenomeni macroscopici sia nel tempo sia nello spazio; disfacimento e dissoluzione hanno molto dello scioglimento, di una distruzione anche piuttosto ordinata; la distruzione è mossa da una volontà ostile; la rovina è progressiva e massiccia; lo sfascio è uno sconquasso completo. Tutte queste parole ci portano in mente figure nette.

Lo sfacelo, meno. E anche per questo mostra una versatilità retorica che lo tiene lontano dalla magniloquenza — ripensiamo a giardini, partiti, trasporti, famiglie: come cambiano il tono e la prospettiva e il concetto stesso se vi associamo collasso, crollo, sfascio, rovina, disfacimento, distruzione, dissoluzione?
Anche l'avere un po' meno carattere, essere un po' meno determinato, un po' più sospeso, ha i suoi pregi. Dal disfacimento concreto e corporeo della cancrena, un decadimento esasperato senza contorni. Mica male!

Parola pubblicata il 20 Settembre 2026 • di Giorgio Moretti