Sedicente
se-di-cèn-te
Significato Che dice di essere, che si attribuisce da sé un titolo o una qualità che si sospetta non vera
Etimologia composto di sé e dicente, participio presente di dire; calco del francese soi-disant ‘che dice di sé’.
- «Ci saranno anche lei e il suo sedicente compagno, alla festa.»
Parola pubblicata il 17 Giugno 2026 • di Giorgio Moretti
Doppia croce mortuaria per sedicente, sul dizionario ottocentesco di Tommaseo. Ma evidentemente non era tanto morto — e in specie ci troviamo qualche utilità, anche se lui chiosava «Se ne può fare a meno». Su una cosa aveva ragione: è tolto di peso (noi diremmo è un calco) dal francese soi disant; ma la noia che danno i francesismi (o gallicismi) è molto diminuita.
Il sedicente, come s'intuisce, dice di sé; ma ci interessa per un tratto che accomuna le varie cose che dice di sé.
Che dichiari titoli, qualifiche, capacità, perfino nomi, è roba su cui abbiamo ragione di nutrire più di un sospetto. Certo possiamo stare sul distinto e sospendere il giudizio — e in maniera leggera e spassionata accogliere come tale il sedicente vicino di casa, dare l'intervista a una sedicente giornalista, accettare il consiglio di un sedicente maestro di scacchi. Si può intendere che tali persone si sono così presentate sulla parola. Ma comunque — anche in quest'accezione più neutra, se non proprio generosa — secondo l'economia generale di questa parola un sentore di dubbio è difficile da purgare: ci striscia dentro.
Abbiamo anche il polo opposto. Polo in cui sappiamo che la persona non ha i caratteri che ha detto di sé — ad esempio nell'articolo sulla truffa si parla del sedicente dottore. In questo caso la divaricazione fra la dichiarazione abusiva e la realtà è massima, e il sedicente si fa più didascalico: pianamente 'sta persona dice qualcosa di falso su di sé.
Il sedicente prospera nella penombra, là dove può ammettere una definizione, un requisito, un carattere, facendoci grondare liberamente sopra il suo scetticismo. Procura il massimo effetto quando parlo del sedicente esperto, rispetto al quale sono scettico e che però non ho modo o ragione di screditare su due piedi e fino in fondo; quando parlo del sedicente comitato di liberazione che pianifica rapine; quando parlo del sedicente filantropo che ha distratto una notevole quantità di fondi.
Non ha la generalità indefinita del presunto (chi presume?)— la sua prospettiva è strettamente autodichiarativa. E non salta al finale (in maniera prosaica e non senza una vena di calunnia) come il falso. È un congegno sofisticato, participiale, che coglie nel comportamento di un dire autoriferito l'ombra del doppio, della millanteria, dell'impostura. Spesso con ironia, non di rado sardonica. Un autentico gioiello!