Polito

po-lì-to

Significato Levigato, lucidato; aggraziato; elegante, rifinito

Etimologia voce dotta recuperata dal latino polire ‘levigare, lavare, rifinire’.

  • «Preferisco la versione polita di queste piastrelle.»

È qualcosa che abbiamo anche apprezzato riguardo al più famoso ‘forbito’, e in certo senso anche al ‘lauto’. Il concetto del ‘pulire’ si porta spesso sulle creste del raffinare nel senso più lato. Si potrà certo pensare che sia lo specchio di un certo elitarismo — per cui il lavacro era riservato solo a gente di un certo livello. Plausibile, ma contiamo che innumerevoli lavorazioni passano per una pulitura di una certa materia prima. Infatti i primi significati del latino polire (da cui il ‘pulire’ per via popolare e il ‘polire’ per via dotta) sono ‘lisciare, levigare’ e ‘lavare, pulire la lana’, arrivando alla metafora del raffinamento. Contemplando lo sgualcire abbiamo gettato di recente un’annusata alle antiche tecniche di follatura, e possiamo farci sovvenire che il polire abbia la stessa radice di pellere, ‘percuotere’. (Più normalmente il nostro ‘pulire’ era significato tramite verbi familiari come mondo, purgo, tergeo).

Il ‘polire’, col participio passato ‘polito’, è un recupero trecentesco; e resta imperniato sull’originale senso di ‘levigare’, con gibigiane di lucentezza. Ad esempio posso parlare di come nel foyer del grande teatro d’Opera i fastosi lampadari si riflettano sui pavimenti politi — trappole mortali per le suole lisce delle scarpe eleganti; posso parlare del contrato che nella Sagrestia Nuova di Michelangelo c’è fra la statua del Giorno, lasciata (specie nel viso) a un abbacinante scabro, e la statua della Notte, finemente polita, che rimanda quasi freddi raggi lunari; ma posso anche parlare di come il mese ulteriore di lavoro abbia permesso di polire la relazione rendendola inattaccabile; così come del ragazzo polito nell’aspetto e nelle maniere che ci viene portato a casa.

Il polire, grazie alla sua trafila di prestito dal latino, rimasto lontano dalle boccacce dei nostri nonni e delle nostre nonne del primo medioevo, si è conservato elevato. È un’azione artistica, retorica, cortese.
Certo, la somiglianza estrema col ‘pulire’ può minarne la specificità, per l’orecchio che non lo conosca — in che senso la pietra è pulita? Ma spesso, tirandolo in ballo, lo facciamo in un cosiddetto contesto direttivo, che è in grado di instradare l’interpretazione alla giusta sfumatura: se il pavimento polito riflette, se la persona è polita nell’apparenza e nel modo, difficilmente ci ritroveremo in una selva oscura ché la diritta via era smarrita. E così chi ci ascolta.

Parola pubblicata il 11 Febbraio 2026 • di Giorgio Moretti