Orsù
or-sù
Significato Interiezione che esprime esortazione, incoraggiamento e simili
Etimologia composto di ora e su, la prima dal latino hora, ‘ora’, la seconda dal latino sursum, cioè ‘al di sopra’.
- «Orsù, andiamo!»
Parola pubblicata il 31 Maggio 2026 • di Maria Costanza Boldrini
Orsù è una parola rotonda, breve e celere, dal suono simpatico. In una storia per bambini, Orsù potrebbe essere il nome di un orsetto tutto blu, e invece è un’esortazione, e tra le più desuete, anzi, proprio antiquate. Ma, come tutto ciò che è antiquato, essa può tornare in voga con un sapore vintage, magari in chiave ironica: perché, se anche ormai orsù pare più una parola buona per orazioni come il Salve regina, o da lasciar relegata alle commedie di Carlo Goldoni o una roba che può uscire dalla bocca di Padron Ntoni ne I Malavoglia, sa ancora essere portatrice di colore e umorismo nei nostri discorsi.
È un’interiezione esortativa, e ha il pregio di risuonare gentile e cortese, urbana. Non è il secco suvvia con cui il maestro incitava gli scolari recalcitranti, armato di bacchetta, nello stadio subito prima dell’inceciata sotto le ginocchia. Non è il blando su, mediante il quale speriamo di convincere il nostro anziano cagnolino ad avanzare un po’ più velocemente verso la macchina per mettercelo sopra. Non è lo sbrigativo via, che serve per tagliar corto quando il figliolo non si decide ad entrare nella doccia per farsi lavare dopo essere precipitato nel fango delle pozzanghere.
Orsù ha dalla sua uno smalto etimologico scintillante e schiettamente romano, nostrano, che unisce la precisione dell’ora con il tonico su: la prima sillaba infatti deriva dal latino hora, ora, e la seconda da sursum, cioè al di sopra. Messi insieme danno un ‘ora su!’ educatamente perentorio, fermo ma garbato, gentilmente inderogabile, che interpunge i discorsi sin dal XIV secolo.
Giocando sulle sue desuetudine e sclerosi, infatti, è possibile utilizzarlo nei casi in cui vogliamo risultare ironici o suscitare mera ilarità. Tale e tanta e smaccata è la sua eleganza d’altri tempi, infatti, che riesce a rendere ogni discorso più leggero, meno serioso e, come ogni paradosso che si rispetti, ciò avviene proprio grazie alla sua seriosità: orsù, lorsignori s’accomodino al desco, che ho preparato una cacio e pepe da re. Orsù, bambini, che se continuate così Babbo Natale quest’anno non passa. Orsù, miei prodi, il seminario è finito, all’arrembaggio del buffet!
Orsù, usiamolo di più!