Grinta
grìn-ta
Significato Determinazione, risolutezza, accanimento; faccia minacciosa, arcigna, truce
Etimologia dalla voce gotica ricostruita come grimmiþa ‘rabbia’, ma anche ‘espressione arrabbiata’.
- «Si è presentata alla competizione con una grinta davvero inattesa.»
Parola pubblicata il 18 Marzo 2026 • di Giorgio Moretti
L’equilibrio fra i significati di questa parola si è ribaltato: oggi è molto più comune l’estensione, rispetto al significato originale. Ed è un fenomeno notevole, che abbiamo già potuto osservare diverse volte: l’atteggiamento, lo spirito viene significato attraverso il volto, tramite l’espressione che il viso mostra.
La grinta è propriamente la faccia arcigna e minacciosa. Posso parlare delle grinte di cui pullula il consiglio comunale che si preannuncia combattuto, della grinta con cui mi accoglie il calzolaio, che lavora benissimo ma è eccezionalmente burbero — e «Tante le grinte, le ghigne, i musi» cantava De André in Nella mia ora di libertà. È una parola dallo splendido pedigree.
Lo possiamo immaginare fin dal suono, così aspro che di latino deve avere ben poco. In effetti, è una parola che viene fatta risalire a una parola gotica ricostruita come grimmiþa (gli amici indoeuropei ci hanno istruito su come þ sia la runa thorn, che si legge come il 'th-' dell'inglese think). Questa lingua germanica, ricordiamo, ha lasciato certe impronte (non troppe, molto meno del longobardo, ad esempio), dovute al suo uso da parte di un'élite gotica nella tarda antichità, fra V e VI secolo — finché il Regno Ostrogoto non fu tirato giù definitivamente dall'imperatore Giustiniano. Ad ogni modo, il significato del termine doveva essere 'rabbia', ma anche 'espressione arrabbiata' — e ha un gran parentado nelle lingue germaniche di ogni tempo.
La grinta è quindi un'espressione truce, davvero poco rassicurante, che può essere stilizzata in un'espressione di rabbia.
Il gergo sportivo è sempre affamato di parole che rendano la volontà combattiva di chi gioca — certe trovate sono sofisticate, altre meno (pensiamo all'uso di 'cattivo' in quest'ambito). E certe potenzialità della grinta hanno iniziato a venire esplorate proprio qui, e non in tempi remoti. Dopotutto è normale figurarsi l'atleta, nella sua determinazione alla vittoria, con un viso poco conciliante, se non proprio aspro, o addirittura torvo. La grinta così, lentamente, diventa una risolutezza accanita, una volontà aggressiva di contrasto o affermazione.
E quindi posso parlare della grinta con cui la nonna prosegue la fisioterapia, della grinta mostrata dalla band al concorso, della grinta con cui accetto la sfida, ma anche della grinta di un giubbotto o di un paio di scarpe.
Un lungo, splendido percorso: la vitalità di una parola si nota anche nel modo che ha di ricacciare, con significati nuovi. Certo alcuni rami si possono seccare (ad esempio non diciamo più 'a grinta dura', preferiamo il non distante 'a muso duro'), ma le parole sono più longeve e più pazienti di noi.