Futile
fù-ti-le
Significato Frivolo, vano, inconsistente, inutile
Etimologia voce dotta recuperata dal latino futĭlis ‘che non tiene, che versa’, dal verbo fŭndĕre ‘versare’.
- «Le soluzioni che proponi sono futili, mera facciata.»
Parola pubblicata il 24 Ottobre 2026 • di Giorgio Moretti
Il futile è inutile, tant'è che utile ci si legge letteralmente dentro, e quella f all'inizio, be', in qualche maniera lo negherà, no?
Splendidamente, no. L'interferenza esiste, è chiaro: spesso futile è usato intendendolo direttamente come 'inutile', è colto come parente e comunque ci arriva. Ma arriviamoci facendo tutto il giro che c'è da fare.
Il futilis latino con l'utilis non c'entra niente; è leggero, è frivolo, è soprattutto indiscreto. E questi significati di vana fragilità scaturiscono da un difetto del vaso. Il significato proprio è 'che non tiene, che versa'. Infatti siamo davanti a un derivato del verbo fŭndĕre, che è un versare — tante volte incontrato.
Il futile è il carattere del vaso che gocciola, che geme, che sbraca. Inaffidabile, frivolo, incapace. Per tirar dentro Virgilio (che non lo chiedeva, ma a me piace), nel duello finale fra Enea e Turno ci presenta la spada di Turno che va in pezzi (Eneide, XII, 740-41) con queste parole: mortalis mucro glacies ceu futtilis ictu dissiluit ('La lama mortale andò in frantumi al colpo come ghiaccio inconsistente': le armi di Enea le ha forgiate Vulcano).
È una leggerezza inetta, quella del futile. Anche d'incontinenza pettegola.
Questo lo notiamo molto bene nella dotta espressione giuridica dei futili motivi, circostanza aggravante comune che si sostanzia in una motivazione al reato che pare del tutto pretestuosa e sproporzionata.
Il futile è di scarsa importanza o serietà, banale. Ma la sua osservazione, impostata originariamente su una metafora come quella che abbiamo visto, è compunta e contegnosa, e non indulge in rappresentazioni voluttuose. Non è una parola leziosa, anzi.
Il frivolo, cugino del fragile (e quindi non distantissimo dal futile, si direbbe), ce lo figuriamo però lì che ridacchia col suo ventaglio davanti alla bocca, mentre il fatuo ci proietta profili non meno che tonti, di leggerezza da testa vuota. Il vano sarebbe altrettanto serio, ma perfino troppo, scappa in fretta all'escatologia.
Così parliamo dei lavori futili in cui l'amico consuma il suo tempo, di come ci paia futile un gioco del tutto rimesso al caso, dei pretesti futili con cui qualcuno attacca briga.
Un'inanità osservata in maniera lucida, seria, equilibrata. Davvero una risorsa tutt'altro che futile.