Zacchera
zàc-che-ra
significato
Schizzo o grumo di fango
etimologia
forse da pozzacchera, derivato di pozza; forse dal longobardo zahhar ‘goccia’.
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zàc-che-ra
Schizzo o grumo di fango
forse da pozzacchera, derivato di pozza; forse dal longobardo zahhar ‘goccia’.
La parola ‘zacchera’ descrive in maniera popolare e vivace sia lo schizzo di fango che lorda la parte bassa di un vestito o di un cappotto, sia il grumo di fango (… o altro) che resta attaccato alla suola della scarpa.
Per così dire, è una parola di stagione, che offre anche brillanti derivati quale ‘inzaccherato’ - cioè vivacemente sporcato, come dopo l’onda di mota sollevata dall’auto in curva, dal frullatore acceso quando era ancora aperto, dal cane che nel giorno di pioggia ti salta gioioso sui calzoni bianchi.
Da notare un uso figurato particolare ma naturale di zacchera: così come lo schizzo non è nulla di serio, la zacchera può essere la cosa da niente - un insulto dappoco, un errore veniale, un regalo che è giusto un pensiero.