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Tipico

Trent'anni di Slow Food

tì-pi-co

significato

Che corrisponde a un tipo; caratteristico, peculiare; rappresentativo, esemplare

etimologia

derivato di tipo, dal greco týpos ‘impronta’, ma anche ‘carattere, modello, statua’, derivato del verbo týptein ‘battere’, e giunto a noi attraverso il latino typus.

Quando una parola ci è molto familiare spesso ci sfugge quanto possa essere gigantesca e complessa. E ‘tipico’ è davvero un aggettivo gigantesco e complesso.

Scaturisce, ovviamente, dal ‘tipo’. Ora, il nocciolo di significato di questa parola è l’immagine dell’impronta, battuta e riconoscibile. Il concetto di modello che solitamente colleghiamo al tipo gemma da quest’immagine, che però è molto più vasta.

Il tipico è ciò che corrisponde al tipo, ciò che quindi è caratteristico e peculiare di un tipo, e anche ciò che lo rappresenta, lo esemplifica, lo determina. In altri termini l’impronta fa riconoscere l’animale, e ne è simbolo: questo nesso è il tipico.

Possiamo parlare di un certo uso sospeso delle parole che è tipico di Leopardi; possiamo parlare di una cura che è tipica dell’amico; possiamo parlare di una chiesa che è tipico esempio di arte barocca. Ma non solo: in un momento in cui diverse culture e tradizioni particolari si confrontano con il caos dell’arena globale, ciò che è tipico, ciò che è impronta distintiva immediatamente riconoscibile acquista una rilevanza nuova. E allora dietro alle diciture un po’ viete di ‘prodotto tipico’ o ‘indicazione geografica tipica’ o simili, ecco che appare qualcosa di fresco e forte: il carattere impresso, che segna un perimetro culturale, identitario.

Parola pubblicata il 16 ottobre 2016

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