Squisito

squi-sì-to

Significato Prelibato, eccellente, detto di qualcosa che si gusta; raffinato, ricercato

Etimologia voce dotta recuperata dal latino exquisītus ‘ricercato, scelto, eccellente’, participio passato di exquīrĕre ‘ricercare’, da quaerĕre ‘cercare, domandare’ col prefisso ex- ‘fuori’.

  • «Quel tessuto? Una scelta squisita.»

È una parola bella, che riserviamo per un genere di discorso di lode piacevole da ascoltare e da fare — e a cui forse non dedichiamo troppo spazio, nelle nostre vite.
È curioso come lo squisito si sia concentrato sul gusto, inteso come senso. Forse, è una testimonianza di quanto il gusto sia centrale per noi.

Di per sé l'exquisītus sarebbe il ricercato, letteralmente il ricercato. Per noi questo è un termine in cui la metafora, latitanti a parte, si è mangiata il senso concreto. Non colleghiamo al ricercato-raffinato la concretezza di una ricerca. Anche perché ad essere letteralmente ricercate spesso sono cose dozzinali, o di un gusto che lascia più di qualche perplessità (per dire, il «merch» — perché merchandising è defatigante, dolgono le dita a scriverlo e gli occhi a leggerlo — del nuovo film di animazione).

In ogni caso, il ricercato si porta dietro il senso di una scelta intenta ed esperta dell'eccellente. E così è lo squisito originario.
Ora, il suo baricentro è il sapore, ma il gusto stesso sa farsi metafora. La fattura di un mobile, lo stile di un libro, il taglio di un cappotto possono essere squisiti — squisito può essere il loro gusto. Anche le persone possono avere questo attributo, senza problemi di cannibalismo, così come possono essere deliziose.

Ma vediamo, il delizioso è più lezioso (in realtà il lezioso è proprio un delizioso che ha perso un pezzo), il suo gusto è più sdolcinato — sembra più di superficie.
Una trattazione squisita è raffinata fino alla perfezione, dotta ed elegante, mentre una trattazione deliziosa è amena e carina, d'intrattenimento lepido, gradevole. Una persona squisita ha la nostra radicata stima, una persona deliziosa lo è in uno strato piuttosto esterno.
E qualcosa del genere lo possiamo dire anche di pietanze e accessori o complementi o opere d'arte. Il commento a delle lasagne squisite lo sentiamo distinto, presente e con un contatto viscerale insieme; il commento a delle lasagne deliziose può essere più acuto, affettato, manierato.

Lo squisito è un aggettivo che si fa notare: è intenso, fra i più intensi, e composto insieme (cosa che ad esempio il succulento non vanta, con tutta l'acquolina che ci fa venire). Riesce anche a non avere il sussiego valutativo dell'eccellente. Riuscire a spenderlo con una certa larghezza significa riuscire a condurre discorsi che trovano i fastigi del bello del mondo in maniera compassata; con una punta di autologia, lo squisito è squisito.
(E giusto per notare le bizzarre vie delle parole, chiosiamo come il portoghese esquisito, dalla medesima origine di ‘ricercato’, tragga il bizzarro, l'insolito... perfino lo schizzinoso.)

Parola pubblicata il 30 Settembre 2026 • di Giorgio Moretti