dal latino puerilis, derivato di puer ‘fanciullo’.
Il significato di questa parola, nonostante la sua originaria neutralità, ha finito per diventare decisamente spregiativo.
Si dice innanzitutto puerile ciò che è proprio dei fanciulli: si può quindi parlare del viso puerile del fratello in una vecchia foto, o dell’amicizia puerile che resta viva nei decenni. Ma il puerile, quando si trova in una persona adulta, è giudicato come negativo, segno di immaturità superficiale o ingenuità.
Infatti si sente spesso parlare di una reazione puerile davanti alla provocazione, o di una vendetta puerile contro la leggerezza di un amico, o del desiderio puerile e incontinente davanti a una vetrina. Un uso senza dubbio vigoroso, che trasmette con efficacia e spessore un certo tipo di immaturità; peccato che a questa parola non si trovi mai associato il fanciullo quale esempio virtuoso. Una curiosità puerile ha comunque una sfumatura di acerbo e sciocco - nonostante la curiosità dei più giovani sia tenace e pervasiva; un entusiasmo puerile è ingenuo e inconsistente - anche se l’entusiasmo del bambino è poderoso e cristallino; e la manifestazione d’affetto puerile è esagerata e inconsapevole delle maniere opportune - nonostante le manifestazioni d’affetto che eravamo soliti esternare da piccoli fossero trasparenti, sentite e immediatamente partecipi.
Probabilmente, tale pervicace impostazione è vestigio di una stagionatissima idea di bambino quale persona incompiuta, priva di specificità interessanti e fertili.
Il significato di questa parola, nonostante la sua originaria neutralità, ha finito per diventare decisamente spregiativo.
Si dice innanzitutto puerile ciò che è proprio dei fanciulli: si può quindi parlare del viso puerile del fratello in una vecchia foto, o dell’amicizia puerile che resta viva nei decenni. Ma il puerile, quando si trova in una persona adulta, è giudicato come negativo, segno di immaturità superficiale o ingenuità.
Infatti si sente spesso parlare di una reazione puerile davanti alla provocazione, o di una vendetta puerile contro la leggerezza di un amico, o del desiderio puerile e incontinente davanti a una vetrina. Un uso senza dubbio vigoroso, che trasmette con efficacia e spessore un certo tipo di immaturità; peccato che a questa parola non si trovi mai associato il fanciullo quale esempio virtuoso. Una curiosità puerile ha comunque una sfumatura di acerbo e sciocco - nonostante la curiosità dei più giovani sia tenace e pervasiva; un entusiasmo puerile è ingenuo e inconsistente - anche se l’entusiasmo del bambino è poderoso e cristallino; e la manifestazione d’affetto puerile è esagerata e inconsapevole delle maniere opportune - nonostante le manifestazioni d’affetto che eravamo soliti esternare da piccoli fossero trasparenti, sentite e immediatamente partecipi.
Probabilmente, tale pervicace impostazione è vestigio di una stagionatissima idea di bambino quale persona incompiuta, priva di specificità interessanti e fertili.