dal latino: generosus nobile per nascita, da genus razza, stirpe.
Per lunghi secoli le più alte virtù umane sono state associate alla nobiltà del sangue; così chi discendesse da una stirpe antica, si credeva, possedeva naturalmente doti di grandezza d’animo, spirito di sacrificio, altruismo e via dicendo (col senno di poi possiamo ben vedere che si trattava di una colossale baggianata).
Il significato di generoso che è oggi in uso è molto specifico, rispetto a quello generico della nobiltà: oggi il generoso è chi non si risparmia, il pronto a donare.
Ci viene subito in cuore, allora, un ribaltamento rispetto alla prospettiva tradizionale: si è nobili poiché generosi, e non generosi poiché nobili. Infatti la generosità ci riesce come una disposizione, un atteggiamento di vera grandezza d’animo che è proprio di chi si profonde nell’altruismo, di chi non conta ciò che dà. E sebbene la nobiltà ai nostri tempi abbia perso di significato, il generoso ci significa un’elevazione umana meravigliosa.
Per lunghi secoli le più alte virtù umane sono state associate alla nobiltà del sangue; così chi discendesse da una stirpe antica, si credeva, possedeva naturalmente doti di grandezza d’animo, spirito di sacrificio, altruismo e via dicendo (col senno di poi possiamo ben vedere che si trattava di una colossale baggianata).
Il significato di generoso che è oggi in uso è molto specifico, rispetto a quello generico della nobiltà: oggi il generoso è chi non si risparmia, il pronto a donare.
Ci viene subito in cuore, allora, un ribaltamento rispetto alla prospettiva tradizionale: si è nobili poiché generosi, e non generosi poiché nobili. Infatti la generosità ci riesce come una disposizione, un atteggiamento di vera grandezza d’animo che è proprio di chi si profonde nell’altruismo, di chi non conta ciò che dà. E sebbene la nobiltà ai nostri tempi abbia perso di significato, il generoso ci significa un’elevazione umana meravigliosa.