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Emergenza

Parole terremotate, parole rinnovate

e-mer-gèn-za

significato

Situazione critica; ciò che emerge

etimologia

da emergere, dal latino: emergere composto di e fuori e mergere affondare, tuffare.

Si tratta di una parola in cui il significato negativo ha schiacciato ogni altro. Ciò che emerge, cioè, con la bella immagine dell’etimologia, ciò che esce all’improvviso dalla superficie calma delle acque, poteva essere tanto qualcosa di bello e fortunato quanto qualcosa di pericoloso e catastrofico. È stato il naturale polarizzarsi delle parole neutre - così come la fortuna latina è diventata positiva, e la crisi greca è diventata negativa - che ha portato ad un significato scuro, forse sotto la particolare influenza dell’inglese [emergency], usato come eufemismo per allarme. Resta comunque decisivo un connotato: l’emergenza è improvvisa, è un parossismo, una fase acuta. Le gravi situazioni di pericolo incancrenite nei decenni non sono emergenze, né si possono curare con il piglio eroico e sbrigativo a cui i giornali e la politica ci hanno abituato.

Sarebbe però bello e poetico osare fuori da questo tracciato, restituendo a questa parola le sue antiche possibilità, tornando a vederla come ciò che emerge.

Nell’emergenza terremoto, molto è emerso rispetto al molto che è stato atterrato, le emergenze architettoniche sono state ridimensionate, mentre sono emersi tratti di umanità solitamente latenti. È emersa spesso - nel bene e nel male - la verità delle persone, lasciando a terra molte delle apparenze.

Parola pubblicata il 02 febbraio 2013

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