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Confarsi

con-fàr-si (io mi con-fàc-cio)

significato

Essere adatto, appropriato, convenire; giovare

etimologia

composto da con e fare.

La costruzione di questa parola è a dir poco poetica: infatti si fonda su un’immagine semplice e sintetica, che descrive l’adattarsi come un fare insieme - un fare conveniente, che incontra il contesto. I significati che ne scaturiscono sono tanto lineari quanto eloquenti.

Il confarsi è innanzitutto l’essere appropriato, adatto: l’abbigliamento elegante si confà all’occasione formale, il tono triviale si confà al tenore della cena fra vecchi amici, e per le nozze si vuole fare un dono confacente.

Ricordiamo che questo termine si trova anche (anzi, spesso è indicata come prima attestazione d’uso) nell’incipit di un celebre canto di uno dei padri della lingua italiana, san Francesco: Altissimu, onnipotente, bon Signore,/ tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione./Ad te solo, Altissimo, se konfano […].

Da questo significato è facile passare a quello di giovare: solo ciò che è adatto giova. Quindi mi si confanno larghe bevute (anche se non tutti i medici sarebbero d’accordo), la vita campestre si confà a chi soffra di stress, ci si confà un’assidua frequentazione di concerti.

Per completezza, notiamo che anticamente vi erano anche ricondotti i significati di concordare, corrispondere - perfettamente in linea con gli altri, per quanto oggi sfumati.

Una parola gradevolmente ricercata, che schiude delle bellissime immagini.

Parola pubblicata il 06 ottobre 2016

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