da un antico ranco storpio, forse da un ipotetico verbo gotico: hrinkan torcere.
È una parola forte, o triste o ironica, che descrive vividamente la difficoltà nel camminare, nel procedere: si arranca salendo un’erta impervia, o seguendo sugli scogli un nativo delle Eolie; si arranca studiando le normative comunitarie, o mettendo insieme i libri per scrivere la tesi; si arranca sulla via della coerenza e del miglioramento.
Quello che stupisce è la semplicità diretta dell’immagine etimologica: uno zoppo. Volontà magari intatta, ma corpo che non risponde - un problema oggettivo che non dipende dalla motivazione, seppure possa scorare.
È una parola forte, o triste o ironica, che descrive vividamente la difficoltà nel camminare, nel procedere: si arranca salendo un’erta impervia, o seguendo sugli scogli un nativo delle Eolie; si arranca studiando le normative comunitarie, o mettendo insieme i libri per scrivere la tesi; si arranca sulla via della coerenza e del miglioramento.
Quello che stupisce è la semplicità diretta dell’immagine etimologica: uno zoppo. Volontà magari intatta, ma corpo che non risponde - un problema oggettivo che non dipende dalla motivazione, seppure possa scorare.