Avere in orrore, detestare; rifuggire qualcosa che disgusta
etimologia
dal latino abhorrere, composto da ab da e horrere avere in orrore.
Una parola dura e di registro alto, piuttosto difficile da usare - più per incertezze pratiche che per dubbi sui suoi significati.
Questi infatti sono intuitivi, tanto fortemente sgorgano dalla radice di orrore: aborrire vuol dire in primis avere in orrore, e quindi detestare; in secondo luogo, significa allontanarsi, rifuggire qualcosa che suscita disgusto e ripugnanza. Tali significati vengono espressi impiegando questo verbo rispettivamente come transitivo e intransitivo - e qui sta il difficile. In altri termini, se dico che aborro la violenza intendo dire che la detesto, che nutro per essa la più genuina avversione; se dico che aborro dalla violenza, intendo dire che nelle mie vicende di vita cerco di tenermene lontano, che la rifuggo. Nel primo caso, transitivo, l’aborrire è un giudizio; nel secondo, intransitivo, è un atteggiamento, un comportamento.
Alla luce di questa riflessione è più semplice comprendere la differenza fra aborrire i pettegolezzi e aborrire dai pettegolezzi, aborrire la droga e aborrire dalla droga, aborrire il balletto o aborrire dal balletto. Un uso smaliziato di questa parola è cifra particolarmente evidente di un parlare forbito.
Una parola dura e di registro alto, piuttosto difficile da usare - più per incertezze pratiche che per dubbi sui suoi significati.
Questi infatti sono intuitivi, tanto fortemente sgorgano dalla radice di orrore: aborrire vuol dire in primis avere in orrore, e quindi detestare; in secondo luogo, significa allontanarsi, rifuggire qualcosa che suscita disgusto e ripugnanza. Tali significati vengono espressi impiegando questo verbo rispettivamente come transitivo e intransitivo - e qui sta il difficile. In altri termini, se dico che aborro la violenza intendo dire che la detesto, che nutro per essa la più genuina avversione; se dico che aborro dalla violenza, intendo dire che nelle mie vicende di vita cerco di tenermene lontano, che la rifuggo. Nel primo caso, transitivo, l’aborrire è un giudizio; nel secondo, intransitivo, è un atteggiamento, un comportamento.
Alla luce di questa riflessione è più semplice comprendere la differenza fra aborrire i pettegolezzi e aborrire dai pettegolezzi, aborrire la droga e aborrire dalla droga, aborrire il balletto o aborrire dal balletto. Un uso smaliziato di questa parola è cifra particolarmente evidente di un parlare forbito.